Che cos’è la ruminazione mentale e come questa influenza le emozioni e i comportamenti delle persone?

Perché la persona, nonostante sia consapevole che “pensare male” non aiuta, non riesce a smettere?

Il termine “ruminazione”, che può essere definito come un persistente susseguirsi di pensieri negativi, è un fenomeno spesso associato alla depressione e alla disforia; nel momento in cui diventa patologico il rimuginio ostacola ogni nostra possibilità di movimento

Immaginiamo qualche esempio: “perchè sono un perdente”, “perchè reagisco male?”, “perchè non mi godo la vita come fanno gli altri?”, “gli altri affrontano la situazione meglio di me”, “non sono in grado di fare questa cosa”. Si tratta in sostanza di una catena di pensieri negativi che ingombra la mente delle persone, che si trovano così ad esperire un umore negativo; diversi studi affermano, infatti, che la ruminazione mentale negativa sia predittiva della depressione vera e propria (Parker et al., 1994; Alloy, 2011)

E’ importante sottolineare che la ruminazione è spesso ritenuta funzionale alla risoluzione di un problema che sta vivendo o che ha vissuto; potrei rimuginare “per capire i motivi della mia depressione devo rifletterci bene”, “per pensare alle cose passate per cercare di dargli un senso”, “per riflettere sulle cause della mia depressione per trovare una via di uscita”, “ “perchè ruminare mi aiuta a non commettere in futuro gli errori del passato”,” eccetera.

Emerge dunque spesso nel paziente la sensazione di paura all’idea di dover abbandonare una strategia così famigliare.
È il terrore di essere disarmati davanti al nemico, di non avere strumenti per dirigere la propria vita.

Le conseguenze di questo comportamento disfunzionale riguardano vari ambiti: i pensieri negativi causano vissuti emotivi di tristezza e frustrazione, una diminuzione delle abilità di problem solving, demotivazione e inibizione dei comportamenti strumentali, difficoltà cognitive e di concentrazione, aumento dello stress eccetera.

Gli approcci di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale di Terza generazione prevedono l’integrazione di molte strategie tese a:

(1) aumentare la consapevolezza dei propri stili di pensiero e delle loro conseguenze,

(2) ridurre i livelli di pensiero perseverante (rimuginio e ruminazione),

(3) acquisire maggior flessibilità cognitiva nella gestione del proprio pensiero,

(4) modificare le meta-cognizioni che possono ostacolare un efficace regolazione cognitiva.

Diversi ricerche dimostrano che imparare a distanziarsi dai pensieri (a defondersi, per dirla in termini ACT) migliora tanto l’umore quanto la qualità di vita.

il contenuto è volutamente semplicistico e divulgativo.