Presente il nostro gruppo di lavoro con un simposio dal Titolo: “Il trattamento delle psicosi: Modelli teorici e protocolli clinici di un approccio integrato cognitivo, metacognitivo e neurocognitivo”

Per lungo tempo la Schizofrenia, è stata considerata una patologia residuale ad involuzione progressiva, destinata unicamente alla cronicizzazione e a una qualità di vita poco soddisfacente. Il trattamento dei pazienti affetti da tale patologia per diversi anni è stato caratterizzato da un approccio esclusivamente farmacologico. In un secondo momento sono stati effettuati tentativi di affiancare ai classici trattamenti farmacologici, terapie miranti soprattutto alla modifica dei comportamenti; successivamente l’attenzione è stata rivolta allo studio del significato delle idee deliranti, con lo scopo di modificare il contenuto dei pensieri e degli schemi negativi (Bentall, 2003). Malgrado gli incoraggianti risultati della TCC, non tutti i pazienti riescono però ad aderire a tali protocolli, e non sempre le misure di esito in termini di social recovery risultano soddisfacenti. Ultimamente, l’integrazione dei protocolli di TCC con le terapie di terza generazione, in particolare Mindfulness ed ACT (Chadwick et al 2009; Morris, 2013), e con strategie volte a migliorare sia i deficit Neurocognitivi (Wykes, 2008; Marker,2006) che Metacognitivi, (Moritz, 2015) sta portando alla strutturazione di setting che tengano conto soprattutto della concettualizzazione del caso clinico basata sulle caratteristiche del singolo paziente. La finalità è di ridurre lo stress associato alla patologia, e sviluppare migliori strategie di adattamento sia nei pazienti in fase di esordio che in pazienti con sintomatologia ormai stabilizzata. L’ultima fase dell’intervento, illustrata in questo simposio, prevede il tentativo di miglioramento della social recovery attraverso l’attivazione delle abilità sociali ed il reinserimento lavorativo.