Che cos’è il disturbo
La Fuga Dissociativa(DSM-IV, APA 1994) fa parte dei Disturbi dissociativi e si manifesta con un allontanamento improvviso e inaspettato da casa o da lavoro, durante il quale la persona non riesce a ricordare il proprio passato e mostra confusione circa la propria identità. A volte le persone che hanno una fuga dissociativa assumono anche una nuova identità. La durata della fuga può variare da alcune ore o giorni a settimane o mesi e le distanze coperte possono essere anch’esse molto variabili. Durante la fuga, la persona può sembrare assolutamente libera da problemi psicologici e non arrecare danni né a sé né agli altri. Si parla di Fuga Dissociativa se non c’è in corso un Disturbo Dissociativo dell’Identità e il sintomo (la fuga) non è dovuto né agli effetti fisiologici diretti di una sostanza, né ad una condizione medica generale. La dissociazione è una risposta normale dell’uomo alle situazioni traumatiche poiché è un processo mentale che lo protegge dalla mole di informazioni devastanti che caratterizzano l’evento traumatico. La dissociazione, infatti, è “un’alterazione dello stato di coscienza” ovvero uno stato mentale diverso dallo stato cosciente che abbiamo quando svolgiamo delle attività quotidiane. Questo disturbo, rispetto all’amnesia dissociativa, si caratterizza per una perdita più estesa della memoria a seguito di un evento particolarmente stressante, rispetto all’Amnesia Dissociativa, perché la persona non è in grado di rievocare sia gli accadimenti passati che i dati relativi alla propria identità. La persona ricorrerebbe alla dissociazione e alla fuga come una forma di difesa. Si tratta di una risposta di “spegnimento” della propria coscienza per evitare situazioni temute (cambio di lavoro, rottura di una relazione sentimentale, un lutto, ecc.). Come conseguenza della dissociazione che avviene durante fuga, al momento del recupero dello stato di coscienza normale la persona non ricorda più quello che ha fatto durante la fuga.

Come nasce

La prevalenza della fuga dissociativa è stata stimata allo 0,2% della popolazione generale e tende ad aentare in concomitanza a eventi sociali traumatici (guerre, catastrofi naturali ecc). Essa può insorgere a qualsiasi età. Alla base della fuga può esservi anche la presenza un Disturbo Dissociativo dell’Identità. Le cause sono simili a quelle dell’Amnesia Dissociativa e qui si aggiunge spesso anche l’uso di alcool e di droghe che a sua volta facilita l’uso della dissociazione e della fuga. Le situazioni e gli eventi che la persona evita di affrontare ricorrendo alla fuga sono cause specifiche della fuga stessa (fattori di rischio esterni) e sono: le situazioni in cui è richiesto un carico di responsabilità situazioni di rischio (come l’assegnazione a un lavoro pericoloso), situazioni imbarazzanti o che causano stress intollerabile, situazioni di rifiuto o separazione. Alcune fughe, inoltre, sembrano proteggere il soggetto da impulsi di suicidio o di omicidio. Tuttavia, le esperienze traumatiche diventano patogene quando s’incontrano con fattori di vulnerabilità personale (fattori di rischio interni) costituiti da: il livello di stress che la persona percepisce a seguito delle esperienze traumatiche subite (più alto è il livello di stress più alto è il rischio di sviluppare un disturbo) e la presenza di alcune caratteristiche di personalità come la tendenza ad usare delle difese psicologiche immature di fronte ad un evento stressante.

Quali sono le conseguenze

Solitamente il disturbo causa un forte disagio nella persona, oppure comporta una grave compromissione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti (DSM-IV). Infatti, spesso la persona arriva alla consultazione medica perché si rende conto di non avere memoria per fatti recenti o perché, con molta sofferenza emotiva, si accorge di non avere alcune informazioni sulla propria identità. Una volta che il soggetto ritorna allo stato che precedeva la fuga, può non esserci alcun ricordo per gli eventi accaduti durante la stessa.

tratto da Terzo Centro – Roma