Che cos’è il disturbo

Sotto la categoria di disturbi psicotici rientra un gruppo eterogeneo di disturbi accomunati dalla presenza, anche non contemporanea, dei seguenti fenomeni sintomatici:

Disturbi formali del pensiero: rappresentano quella serie di sintomi che possiamo definire di alterazione cognitiva del soggetto per cui il flusso dei pensieri e del linguaggio viene ad essere gravemente compromesso.
Disturbi del contenuto del pensiero: si tratta di ideazione delirante, cioè di un’attività di pensiero fortemente illogica ma sostenuta dal soggetto con una solida convinzione (ad esempio il soggetto può sostenere con convinzione di essere in missione per conto degli alieni o di essere il responsabile dell’attacco alle torri gemelle) Si assiste spesso anche alla comparsa di comportamento eccentrico, eloquio disorganizzato, o convinzioni stravaganti.
Disturbi della percezione: quando cioè l’esperienza percettiva è anormale e possono esserci allucinazioni visive, tattile, uditive (ad esempio il soggetto può udire voci o vedere persone laddove non sono presenti)
Impoverimento ideoaffettivo: sono i cosiddetti sintomi negativi (apatia, abulia, anaffettività), spesso accompagnati anche da ritiro sociale.

Una prima categoria di disturbi psicotici sono i disturbi schizofrenici (i sintomi persistono per almeno 6 mesi) così suddivisibili:

Schizofrenia Paranoide: i deliri e le allucinazioni sono tipicamente di persecuzione o di grandiosità o entrambi.

Schizofrenia Disorganizzata: caratterizzata da eloquio, comportamento e affettività disorganizzati. L’eloquio disorganizzato può essere accompagnato da stupidità e ilarità che non sono strettamente connesse al contenuto dell’eloquio.

Schizofrenia Catatonica: si tratta di una manifestazione prevalentemente psicomotoria che può comportare arresto motorio, eccessiva attività motoria, estremo negativismo, mutacismo, peculiari movimenti volontari, ecolalia, o ecoprassia.

Schizofrenia Residua: si è in presenza di questa forma di schizofrenia quando vi è stato almeno un episodio di schizofrenia, ma il quadro clinico attuale è senza sintomi psicotici positivi rilevanti (per es., deliri, allucinazioni, eloquio o comportamento disorganizzati). Vi è manifestazione di sintomi negativi (per es., affettività appiattita, povertà dell’eloquio, o abulia), o di due o più sintomi positivi ma fortemente attenuati
Disturbo Schizofreniforme (i sintomi persistono per almeno 1 mese, ma meno di 6 mesi): si parla di disturbo schizofreniforme.

Disturbo Schizoaffettivo: quando in concomitanza con i sintomi schizofrenici (deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento disorganizzato o catatonico) vi sono sintomi emotivi, come episodi di mania o di depressione o misti,

Disturbo Delirante: è caratterizzato da manifestazioni d’alterazione ideativa di tipo delirante con vari temi di pensiero (grandiosità, gelosia, erotomania, persecutorietà, somatizzazioni) non accompagnate da altri sintomi dei disturbi schizofrenici.

Disturbo Psicotico breve: quando i sintomi schizofrenici persistono per almeno 1 giorno, ma meno di 1 mese

Come si manifesta

I disturbi psicotici di manifestano su diversi piani. Sul piano comportamentale il soggetto presenta alterazioni che possono essere una diretta conseguenza delle idee deliranti e delle allucinazioni e si assiste spesso ad un impoverimento dei comportamenti sociali con conseguente ritiro sociale. Problemi possono essere notati in qualunque forma di comportamento finalizzato che può evidenziare delle difficoltà nella esecuzione di attività della vita quotidiana, come la preparazione dei pasti o il mantenimento dell’igiene personale. La persona può avere un aspetto molto disordinato, può vestire in un modo eccentrico o inusuale.

Sul piano percettivo il soggetto vive delle esperienze anomale che lo portano ad avere delle vere e proprie allucinazioni che possono manifestarsi con qualunque modalità sensoriale

Sul piano del contenuto dei pensieri il soggetto presenta deliri che sono convinzioni erronee, che comportano un’interpretazione non corretta di percezioni o esperienze. Il loro contenuto può includere una varietà di temi (per es., di persecuzione, di riferimento, somatici, religiosi o di grandiosità).

Sul piano emotivo, il soggetto presenta un’emotività disorganizzata spesso non coerente con il contenuto dell’eloquio. Spesso si assiste ad un appiattimento affettivo.

Le manifestazioni psicotiche più eclatanti corrispondo a quelli che generalmente vengono definiti sintomi positivi (deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento disorganizzato), che si presentano solitamente nella tarda adolescenza / prima età adulta. In seguito a cure appropriate, le manifestazioni psicotiche sono caratterizzate dalla prevalenza di sintomatologia negativa (apatia, abulia, appiattimento affettivo, isolamento sociale)

Come riconoscerlo

La manifestazione dei disturbi psicotici ha generalmente dei precursori nel cambiamento improvviso dell’umore, in un calo nel rendimento lavorativo/scolastico e da un’iniziale ritiro sociale. A seguito di queste alterazioni, difficilmente interpretabili in maniera tempestiva, si manifesta in maniera eclatante l’episodio psicotico che è caratterizzato da forme di deliro e/o di allucinazione che non lasciano adito ad altre diagnosi. Importante è invece capire se la manifestazione psicotica è prodotta e sostenuta da sostanze psicotrope o da danni organici.

Quali sono le conseguenze

Le conseguenze della psicosi sono piuttosto gravi e determinano un’alterazione severa della personalità del soggetto e dello stile di vita condotto prima dell’esordio psicotico. Gli effetti della psicosi hanno ripercussione su tutti gli aspetti della vita del soggetto, da quello familiare a quello lavorativo e a quello sociale. Le persone che vivono insieme al soggetto affetto da psicosi necessitano di interventi mirati di psicoeducazione per meglio sostenere il loro congiunto nell’affrontare la malattia.

tratto da Terzo Centro – Roma