Che cos’è il disturbo

La caratteristica centrale del disturbo delirante (in precedenza chiamato disturbo paranoide) è la presenza di una o più convinzioni erronee che persistono per almeno 1 mese. I deliri tendono a non essere bizzarri e coinvolgono situazioni verosimili, come essere seguiti, avvelenati, infettati, amati a distanza o ingannati dal proprio coniuge o dal proprio amante. A differenza della schizofrenia, il disturbo delirante è relativamente raro. L’esordio si manifesta generalmente nella media o tarda età adulta. Il funzionamento psicosociale non è compromesso come nella schizofrenia, e le menomazioni di solito derivano direttamente dalla convinzione delirante. Sono stati identificati diversi sottotipi di disturbo delirante. Nel sottotipo erotomanico, il/la paziente crede che un’altra persona sia innamorata di lui/lei. Sono comuni i tentativi di contattare l’oggetto del delirio con telefonate, lettere, controlli o appostamenti. I soggetti con questo sottotipo possono incorrere in problemi legali correlati a tali comportamenti. Nel sottotipo megalomanico, il paziente è convinto di avere un grande talento o di aver fatto una scoperta importante. Nel sottotipo di gelosia, il paziente è convinto che il suo coniuge o il suo amante sia infedele. Questa convinzione si basa su inferenze erronee sostenute da prove dubbie. L’aggressione fisica può essere un pericolo significativo. Nel sottotipo persecutorio, il paziente è convinto che si stia complottando contro di lui, che lo si spii, che si sparli di lui o che lo si perseguiti. Può tentare ripetutamente di ottenere giustizia attraverso appelli ai tribunali e ad altre istituzioni e può ricorrere alla violenza per vendicarsi della persecuzione immaginaria. Nel sottotipo somatico, il delirio è legato a una funzione corporea; p. es., il paziente può essere convinto di avere una deformità fisica, un cattivo odore o un parassita.

Sintomi e diagnosi

Il disturbo delirante può insorgere nel contesto di un disturbo paranoide di personalità preesistente (v. Cap. 191). In tali persone, nella prima età adulta si manifestano una sfiducia e una sospettosità pervasive nei confronti degli altri e delle loro intenzioni, che si protrae per tutta la vita. I primi sintomi possono comprendere la sensazione di essere sfruttato, preoccupazioni per la lealtà o l’affidabilità degli amici, una tendenza a leggere significati minacciosi in osservazioni o eventi favorevoli, un rancore costante e una reattività immediata a quelli che vengono percepiti come affronti. La diagnosi dipende soprattutto dall’esecuzione della valutazione clinica, dalla raccolta di un’anamnesi accurata e dall’esclusione di altre condizioni specifiche associate a deliri. È molto importante la valutazione della pericolosità e specialmente della probabilità che il paziente metta in atto il delirio.

Terapia

Gli studi indicano che il disturbo delirante generalmente non conduce a un grave deterioramento o cambiamento della personalità, ma il coinvolgimento nelle preoccupazioni deliranti può gradualmente peggiorare. La maggior parte dei pazienti può restare disoccupata. Il trattamento mira a stabilire una buona relazione medico-paziente e a gestire le complicanze. Se il paziente è valutato come pericoloso, può essere necessario il ricovero. Non vi sono dati sufficienti a sostenere l’uso di alcun farmaco particolare, sebbene i farmaci antipsicotici possano a volte eliminare i sintomi. Lo spostamento della principale area di preoccupazione del paziente dal locus delirante a un’area più costruttiva e gratificante è un obiettivo difficile, ma ragionevole, del trattamento a lungo termine.

tratto da Terzo Centro – Roma